Sanità, l'Ordine professioni infermieristiche di Cosenza: "Noi mortificati". Annunciate proteste

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Sanità, l'Ordine professioni infermieristiche di Cosenza: "Noi mortificati". Annunciate proteste
Medici in corsia
  05 ottobre 2019 11:08

"Dignità, qualità all'assistenza delle cure ed assunzioni. Siamo mortificati come categoria. Quando si parla di 429 assunzioni occorre precisare che è già personale che lavora, non è assolutamente un innesto di forze nuove".

E' quanto afferma Fausto Sposato, presidente dell'Ordine professioni infermieristiche di Cosenza che, in una nota, interviene per "difendere - dice - l'intera categoria degli infermieri" annunciando "proteste eclatanti".

Banner

"Ci saremmo aspettati - sostiene Sposato - numeri più elevati per garantire i Lea. Gli infermieri sono il perno su cui ruota tutto il sistema sanitario. Sessantasei autorizzati in tutta la Calabria sono una goccia nel mare. Ne mancano più di 4mila. Assumete più dirigenti delle professioni sanitarie, più tecnici, più operatori di supporto, più infermieri. Siamo stanchi, non staremo fermi. Usciremo e protesteremo in tutta la regione perché così non va bene".
"Siamo a favore delle stabilizzazioni dei precari - prosegue Sposato - che sono stati formati e poi, in un colpo solo, mandati a casa dalla sera alla mattina. Stiamo dalla parte degli infermieri, di tutti. Sia con i precari, sia con quelli in graduatoria. Tutti diventano indispensabili per una buona sanità. Lo diciamo da tempo: ciò che manca è una svolta organizzativa sanitaria. Chiara, senza distinzioni. Siamo mortificati oltre che per i numeri esigui anche per le destinazioni. All'Asp di Cosenza non ci sono infermieri ed all'Azienda ospedaliera bruzia mancano le nostre figure professionali. Solo su una scelta esprimiamo soddisfazione, cioè a dire il concorso bandito per 10 infermieri pediatrici. Una buona notizia".
"Ci saremmo aspettati - sostiene ancora il presidente dell'Opi di Cosenza - una svolta epocale: o gli infermieri esistono e fanno tutt'altra cosa o molto probabilmente qualcuno non tiene conto di quello che è l'aspetto assistenziale. Ci auguriamo che la struttura commissariale riprenda questo discorso ed il nostro appello, per dare dignità agli idonei, ai precari ed ai cittadini/pazienti calabresi che lo meritano, visto che pagano le aliquote più alte in Italia".

Banner

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner