
"E' stato un episodio di gravità inaudita sia per oggettività, 4 morti, che per le modalità". A dirlo il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D'Alessio nell'incontro con i giornalisti in Questura a Cosenza in relazione alla strage di Amendolara dove quattro cittadini stranieri sono stati arsi vivi. I cadaveri carbonizzati sono stati trovati in un minivan, nella tarda mattinata di lunedì, nel piazzale di una stazione di servizio sulla 106, nel comune di Amendolara. Il procuratore ha evidenziato il grande lavoro delle forze dell’ordine. In pochissime ore gli agenti della squadra mobile di Cosenza sono riusciti a individuare e fermare due cittadini pachistani finiti in carcere con l’accusa di omicidio plurimo e di omicidio pluriaggravato.
"È una storia nella quale ho apprezzato - ha aggiunto infatti - l’elevata professionalità della Squadra mobile di Cosenza per la difficoltà, anche del territorio, e la prontezza con la quale è intervenuta. Non c’è stato un contrasto operativo tra le forze di polizia intervenute. Tutti hanno lavorato per raggiungere lo stesso obiettivo".
Il procuratore non ha risposto ad alcune domande dei giornalisti considerata la delicatezza delle indagini in corso e il “rispetto della Legge”. "L'episodio è stato ricostruito in maniera compiuta in pochissime ore, quasi un arresto in flagranza. Indagini ci hanno consentito di raccogliere, con tutte le cautele del caso, gli indizi di reato. Ho apprezzato, e tutti dobbiamo farlo, l'ennesima pronta risposta dello Stato. Lo dobbiamo soprattutto alla gente del Sud".
'Le vittime avevano il permesso di soggiorno e erano in Italia da diversi anni'
"Il caporalato è una delle piste, ma non l'unica" ha aggiunto il procuratore di Castrovillari durante la conferenza stampa ai cronisti che gli chiedevano se tra le ipotesi della strage dei braccianti ad Amendolara ci possa essere uno scontro tra gruppi per il controllo del lavoro nei campi. "Sul contesto stiamo ancora indagando. In questo monento il quadro indiziario è stato mirato all'identificazione degli autori" dell'omicidio "e lo sottoponiamo così al giudice. Ovviamente ogni azione ha sempre un inquadramento e un contesto e anche su quello stiamo lavorando". Le vittime, ha spiegato poi il procuratore, erano tutti in Italia con regolare permesso di soggiorno ed erano incensurati e presenti in Italia da anni.
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