STUDIO ESCLUSIVO. Regionali, l'alleanza Pd-M5S-Leu davanti al centrodestra. Oliverio e Occhiuto scomodi per le "loro" coalizioni

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images STUDIO ESCLUSIVO. Regionali, l'alleanza Pd-M5S-Leu davanti al centrodestra. Oliverio e Occhiuto scomodi per le "loro" coalizioni

  21 ottobre 2019 07:51

Se risolve la “grana” Oliverio, la coalizione giallorossa Pd-5Stelle-Leu può contare in Calabria su un vantaggio teorico di 4-6 punti su quella del Centrodestra a trazione leghista. 
Non è propriamente un sondaggio, ma uno studio sui flussi elettorali degli ultimi anni che poggia però su solide basi: tutti i risultati conseguiti dalle forze politiche dal 2014 al 2019, le dinamiche legate alla differenza tra elezione ed elezione (un esempio per tutti, l’ormai certa, le novità costituite dai nuovi partiti nati da scissioni (Italia Viva, Cambiamo), l’intreccio con la media dei più recenti sondaggi. Si tratta di uno studio ufficioso che La Nuova Calabria è stata in grado di visionare.
In una contrapposizione “lineare”, il vantaggio giallorosso sarebbe consistente, in una forbice compresa tra il 4 e il 6 per cento, con la coalizione che potrebbe toccare anche il 48 %, frutto delle seguenti performance: PD intorno al 16% (18,2% alle Europee e quindi in contrazione anche per la scissione renziana), 18% i Cinquestelle (26,7% alle Europee e quindi in significativa contrazione), Leu 2% (in linea con il dato europeo del 2,16%), una lista civica del presidente che è valutata intorno al 4%, altre liste di centrosinistra (PSI, + Europa, Calabria in Rete di Sculco, Diritti Civili di Corbelli) 2 %.

Se ci fosse anche una potenziale lista Oliverio, il traguardo del 50% potrebbe essere teoricamente raggiunto (valutata tra il 2 e il 4%). Non viene presa in considerazione l’ipotesi di una lista “Italia Viva” poiché Renzi ha finora escluso tale eventualità. E’ del tutto evidente che una lista Renzi accrescerebbe il potenziale della coalizione giallorossa, portandolo addirittura oltre il 50%.

Banner

L’altro schieramento, il Centrodestra, potrebbe toccare al massimo il 45 %, sempre sul presupposto che sia unito sul nome del candidato. Il peso che scaturisce dallo studio deriva dal 18% della Lega (alle Europee il 22,6% e quindi in contrazione come affermano tutti i sondaggi nazionali), dal 9 % di Forza Italia (13,32 alle Europee), dal 10% di Fratelli d’Italia (conferma il risultato delle Europee del 10,2%), dal 2 % dell’Udc (era presente alle Europee sotto il simbolo di Forza Italia), dal 4% della lista del presidente, dall’1% di Cambiamo di Toti, dal 2 % per cento di altre liste civiche.
Lo scenario è destinato a mutare in base alle decisioni che assumeranno i due potenziali candidati già scesi in campo a dispetto dei loro stessi schieramenti – il presidente uscente Mario Oliverio e il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – che secondo lo studio vantano una potenzialità del 10-12% in caso di corsa solitaria o comunque sganciata dalle principali coalizioni.
Con tali percentuali, sia Oliverio sia Occhiuto sono in grado non di competere, ma sicuramente di “fare perdere” la propria area di riferimento. Un elemento con cui dovranno fare i conti i due schieramenti.
Oliverio, che appare più strutturato anche per il potere che gestisce, può fare precipitare l’alleanza giallorossa al 40%, consentendo al Centrodestra unito di affermarsi comodamente.
Occhiuto, che ha una forte popolarità nella sua città e in tutta la provincia di Cosenza, farebbe arretrare il Centrodestra sotto la soglia del 35% e in quel caso non ci sarebbe partita a favore dei giallorossi.
Più complicato infine lo scenario che vedrebbe entrambi i candidati “non ufficiali” in campo. L’ipotesi più verosimile è che l’alleanza giallorossa riesca in questo caso a mantenere un discreto vantaggio sul centrodestra.

Banner

Considerata ininfluente la presenza di altri candidati annunciati (Tansi, Nucera), valutati tra il 2-3 %, resta l’incognita dell’accordo Cinquestelle-PD. In caso di corsa solitaria, con un proprio candidato, i grillini rischierebbero di scendere anche al di sotto del 10%, spalancando la vittoria al centrodestra che prevarrebbe su una coalizione classica di centrosinistra a guida Pd che al massimo arriverebbe al 25%.
Inutile dire che trattandosi di uno studio e non di un sondaggio, i margini di errore sono piuttosto ampi, mancando anche i nomi ufficiali dei candidati. In generale, si delinea una situazione che è leggermente favorevole all’alleanza giallorossa in più di uno scenario.

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner