
A 102 anni dalla morte, la Fondazione Giacomo Mancini ricorda Paolo Cappello, il militante socialista morto a Cosenza il 21 settembre 1924 per le ferite riportate durante un’aggressione fascista.
Cappello – nato a Pedace da genitori ignoti e cresciuto nel quartiere della Massa – aveva soltanto 34 anni. La sera del 14 settembre 1924, sul ponte San Francesco, era stato raggiunto da un proiettile. Lottò per una settimana tra la vita e la morte. Poi il suo corpo cedette. Non cedettero le sue idee.
«Paolo Cappello – afferma la Fondazione – non aveva ricchezze né potere. Aveva conosciuto la fatica, la durezza della vita e l’ingiustizia e proprio per questo aveva scelto da che parte stare: c, con gli ultimi, con chi chiedeva libertà, dignità e giustizia sociale».
Nel 2024, in occasione del centenario del suo assassinio, la Fondazione Giacomo Mancini aveva promosso un’iniziativa pubblica per restituire alla città la storia e il volto del giovane martire socialista.
«Ricordare Paolo Cappello – prosegue la FGM– non significa soltanto rendere omaggio a una vittima del fascismo. Significa scegliere di non essere indifferenti e difendere la libertà conquistata anche grazie al sacrificio di uomini come lui. Significa impedire che il silenzio lo uccida una seconda volta».
«La sua memoria – conclude la Fondazione Giacomo Mancini – appartiene alla storia democratica e socialista di Cosenza. Il suo nome appartiene alla città. Il suo coraggio appartiene a tutti noi».
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