Ville sequestrate a Caminia. Il sit-in dei proprietari che non vogliono la demolizione: "Non ci siamo potuti difendere"

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images Ville sequestrate a Caminia. Il sit-in dei proprietari che non vogliono la demolizione: "Non ci siamo potuti difendere"

  10 aprile 2021 16:23

di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA

Volti tesi e amareggiati quelli dei proprietari delle villette di Caminia di Stalettì in procinto di essere demolite. Una storia infinita che va avanti da oltre mezzo secolo fatta di cause, ricorsi, sentenze, carte, attese, speranze ma che ora sembra davvero essere arrivata al capitolo finale.

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71 casette collocate tra la linea ferrata a la spiaggia saranno presto demolite perché ritenute un ecomostro diffuso sul suolo demaniale.

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Queste le motivazioni che hanno dato ragione al Demanio e alla Procura della Repubblica di Catanzaro che ormai viaggia spedita verso l’obiettivo del ripristino dei luoghi esistenti. 

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Villette sequestrate a Caminia. La verità di un proprietario: "Già assolti tre volte"

Ma i proprietari non ci stanno e scendono in strada per protestare contro una decisione ritenuta ingiusta e incredibilmente veloce per i tempi della giustizia italiana. 

Per circa un paio d’ore i manifestanti, giovani e meno giovani, uniti dietro l’associazione “Amici di Caminia”, danno sfogo alla rabbia ma soprattutto chiedono giustizia e parità di trattamento su una costa deturpata dall’abusivismo edilizio. 

Vogliono salvare la propria casa e non intendono mollare di un centimetro. Mentre la Procura della Repubblica di Catanzaro coordinata dal procuratore Nicola Gratteri ritiene che quelle costruzioni siano uno scempio edilizio e un ecomostro diffuso sul suolo demaniale che deturpa uno dei tratti di costa più belli d’Italia.

Davvero incredibile il ruolo del Comune di Stalettì che per tutti questi anni si è comportato come effettivo proprietario di quel suolo e ha preteso la regolarizzazione di quelle case, l’allaccio alle fognature, la retta per la raccolta rifiuti e tanto altro, come hanno ricordato di nuovi i manifestanti quest'oggi.

Insomma, una storia difficile da decifrare se non con la lente di chi conosce la storia di una terra dove l’abusivismo spesso è stato silenziosamente concesso per quieto vivere e più facilmente per interessi legati alla mala politica.

Così, se da un lato assistiamo al brutale abusivismo di Caminia, dall’altra registriamo la presenza non lontano da lì di numerose costruzioni meno invasive ma pur sempre abusive.

Ma questa storia pare ormai giunta al capolinea. Di recente i proprietari hanno ricevuto una lettera in cui vengono invitati a svuotare le case di ogni oggetto entro il mese di maggio. Una comunicazione che segue l'avviso di conclusione indagini notifica a dicembre scorso dalla Procura della Repubblica: 68 indagati e 71 villette sequestrate (LEGGI QUI).


Un passaggio che darebbe il via alle procedure di demolizione e alla fine di questa lunga storia di oltre cinquant’anni. Ma c’è chi non si arrende e si rivolge ancora alla giustizia. Di seguito, le video-interviste di Claudio Aloisi e Irene Vatrella, entrambi proprietari di casa.

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