Regionali. La campagna elettorale: parte uno sprint di venti giorni dopo l'avvio soft

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  06 gennaio 2020 20:02

Archiviate le festività natalizie, comincia sul serio la campagna elettorale. Nemmeno venti giorni a disposizione dei candidati alla Presidenza e di quelli al Consiglio regionale per strappare la preferenza agli elettori prima del voto del 26 gennaio. In settimana sono in programma le “discese” in Calabria di vari leader nazionali. Martedì a Reggio Calabria arriva il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa. Mercoledì sarà la volta del segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti (LEGGI QUI), mentre venerdì toccherà ai leader sovranisti Giorgia Meloni (LEGGI QUI), che guiderà le truppe di Fratelli d’Italia, e Matteo Salvini (LEGGI QUI), che presenterà i candidati della Lega.

Finora sono state usate le marce basse. Jole Santelli si scuda dietro una robusta coalizione di centrodestra, preferendo la composizione di canzoni e il motto “Calabria Protagonista” piuttosto che salire sul ring allestito da Pippo Callipo. Il candidato del centrosinistra ha presentato il programma e lanciato i primi messaggi alla “pancia” dell’elettorato. Rinuncia allo stipendio di governatore e non piazzerà uomini di partito nella Giunta. Un altro messaggio, di sfida, lo ha recapitato alla Santelli invitandola a dimettersi da deputata di Forza Italia prima di conoscere l’esito del voto del 26 gennaio. Chiaro l’intento di affibbiare all’avversaria l’immagine di chi in questi anni più che in Calabria è stata nei palazzi romani e ad Arcore da Berlusconi. Se i toni dovessero salire, dalle parti di Santelli ricorderanno al “re del tonno” l’appoggio esplicito a Wanda Ferro alle ultime Regionali.  

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Callipo ha avuto da ridire anche con i Cinque Stelle. Appena ha detto di essere convinto che una parte dei grillini lo appoggeranno, il coordinatore pentastellato per le elezioni calabresi, Paolo Parentela, ha seccamente replicato rinfacciando a Callipo l’aver rifiuto di essere il candidato dei 5 Stelle, scegliendo il Pd e poi imbarcando uomini di Oliverio. Una reazione di rivalsa dell’anima ortodossa dei grillini locali (e nazionali) che non accettano più patti con il Pd dopo il tonfo in Umbria, nonostante la "resistenza" del governo giallo-rosso. Anima ortodossa spaccata almeno a metà, visto che nelle uscite pubbliche del candidato alla Presidenza Francesco Aiello, anche alla presentazione del programma a Catanzaro, non si è potuta non notare l'assenza della pattuglia storica dei Cinque Stelle calabresi. Su tutti Nicola Morra e Dalila Nesci. Quest’ultima oggi, dopo mesi di guerriglia interna, si è difesa pubblicamente su Facebook per la faccenda delle mancate rendicontazioni sulla restituzione degli emolumenti da parlamentare (LEGGI QUI). Rumori interni che riecheggiano pure nelle file del partito di Salvini. A molti leghisti della prima ora non è mai piaciuta la gestione del commissario bergamasco Cristian Invernizzi e ancor di meno l’inclusione nelle liste provinciali di candidati "spuri". Carlo Tansi, invece, continua il suo tour in camper in giro per la Calabria. Per tutti parte lo sprint. (g.r.)

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