
Hanno scelto il silenzio. Davanti al gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due pachistani indagati per la strage di Amendolara, costata la vita a quattro migranti – tre di origine afghana e uno pachistano – il pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27) bruciati all’interno di un minivan in sosta nel piazzale di una stazione di servizio sulla 106, nel comune di Amendolara. (LEGGI QUI LA NOTIZIA)
Gli avvocati Giovanni Brando Cordasco Salmena e Giulia Montilli hanno ribadito di non aver avuto possibilità di interloquire compiutamente con i rispettivi assistiti. La pm Roberta Bello ha insistito avanzando richiesta di conferma delle misure cautelari, mentre i legali si sono opposti proponendo misure meno afflittive
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